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Scoperto allevamento degli orrori

Il caso di un allevamento in provincia di Perugia: quattro persone a processo

Scoperto allevamento degli orrori

Cani, gatti, cavalli e asini maltrattati e macellati senza pietà. Un allevamento a Tuoro sul Trasimeno (Perugia), non era quello che poteva essere definito un posto da sogno. Somigliava molto più a un “allevamento degli orrori”, almeno secondo gli inquirenti.

A dover rispondere, adesso, delle accuse di maltrattamenti e crudeltà verso gli animali sono Adam Gora, Patrizia Mastrorilli, Giordano Pierluigi e Romeo Morgan, difesi dall’avvocato Beatrice Burri. A costituirsi invece parte civile è l'associazione animalista Anpana rappresentata dai legali Giuseppe De Lio e Suaria. Rinviati a giudizio nel 2012, gli imputati sono comparsi ieri di fronte al giudice: l'udienza è stata però rinviata a ottobre, per sentire nel frattempo anche le testimonianze dei Nas.

L'inchiesta parte nel 2010, quando intervennero i Nas di Firenze dopo alcune denunce anonime.Quell'allevamento sembrava un’isola felice. Nessuno si era accorto di niente. I cavalli pascolavano tranquilli, mentre i cani correvano incontro alle persone per salutarli festosi. Poi la macabra scoperta di un’intera vallata dove erano sepolte carcasse di animali, le denunce anonime e un fetore nauseabondo.

Gli animali venivano abbattuti o con delle “accette o con armi comuni da spari”. Nel capo d’imputazione si legge: “Nel freezer in  questione è stato rinvenuto il suddetto materiale: un ceppo di legno; un cane di razza bulldog congelato; una busta azzurra contenente ossa di vario genere congelate in un unico blocco”. A parte il cane completamente surgelato che ha dell’assurdo, sembrerebbe che gli animali in questione venissero uccisi per essere dati in pasto ai propri simili e non solo.

Una mattanza che non prevedeva esclusi, sempre stando alle testimonianze raccolte da chi la storia la conosceva bene, ed è, infatti sempre nel capo d’imputazione che si legge: ”Macellazione, produzione e preparazione di carni di cavallo, in parte destinata all'alimentazione umana, in parte delle altre specie animali allevate ... procedevano alla macellazione di detti cavalli direttamente nel luogo ove gli stessi erano abbattuti con l'utilizzo di strumenti non idonei, quali una motosega e un escavatore per sollevare l'animale abbattuto e così procedere alla sua mattazione ... e carni venivano riposte in cassette di plastica e destinate all'alimentazione dei cani ed in parte congelate ... parte veniva destinata all'alimentazione umana degli indagati e cedute gratuitamente a terzi”.

da Perugia Today

 

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