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20 gennaio 2006 - La Regione Sardegna sta studiando un piano di evacuazione degli animali domestici inselvatichiti, soprattutto capre e maiali, dal Parco dell'Asinara. La notizia, data la settimana scorsa all'Agi dall'assessore all'Ambiente Tonino Dessi', e' stata ufficializata con la pubblicazione nel sito della Regione.
La presenza delle bestie nel Parco sta gravemente minacciando la sopravvivenza della flora e della fauna autoctona. Non vi sara' alcun abbattimento di animali - come preannunciato dall'assessore - ma il loro trasferimento in allevamenti cha hanno gia' mostrato interesse. Sono coinvolti nello studio del piano Ente Parco, assessorato all'Ambiente, Ente Foreste, Corpo Forestale e Azienda sanitaria di Sassari.
La soluzione dell'evacuazione e' stata prospettata e sollecitata dal Ministero dell'Ambiente. La Regione ricorda la Direttiva Habitat della Ue secondo la quale "gli Stati membri devono adottare le opportune misure per prevenire il degrado degli habitat nei siti e qualsiasi forma di disturbo significativo a carico delle specie per le quali il sito e' stato designato". Precisa inoltre che "i cosiddetti cinghiali non sono altro che ibridi tra alcuni cinghiali immessi alla fine degli anni '60 ed i numerosi maiali presenti allo stato libero quando vi era il carcere e successivamente a seguito della dismissione dello stesso". Le capre - precisa ancora la Regione - domestiche fino alla fine degli anni '90, con l'abbandono dell'isola da parte del carcere si sono inselvatichite.
Sulla necessita' di salvaguardare la flora e la fauna autoctona, in particolare gli asinelli bianchi, erano scoppiate circa un mese fa, polemiche, alimentate soprattutto da ambientalisti, quando si era diffusa la notizia di un piano di abbattimento programmato di capre e maiali selvatici. Era giunta immediatamente la secca smentita dell'assessore Dessi'.
"Non vi sara' alcun sterminio", aveva assicurato.
(AGI)
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