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16 maggio 2005 - Erano 5, di appena 10-12 giorni, occhi semichiusi, teneri musetti che si agitavano in un freddo e ingrato sacchetto di plastica... Lasciati così, ai piedi di un cassonetto... quando mi hanno chiamato ho subito pensato che non ce la facessero perché temevo che potevano essere neonati e che allattarli e salvarli tutti quanti poteva essere molto difficile. Me li trovai davanti e capii che per loro c'era almeno una speranza, vista la loro età e soprattutto la loro vitalità. Li accolsi in casa e misi in moto tutto quel meccanismo di 'terapia intensiva' che si attiva in casi come questi: coperte, borsa dell'acqua calda, latte in polvere, biberon e tanta forza di volontà. Li tenni con me un giorno e una notte, allattandoli ogni tre ore. Poppavano con energia e nonostante fossero 'minuscoli' mi davano tanta soddisfazione! Il giorno seguente trovammo una signora la cui gatta aveva appena terminato di allattare tre suoi cuccioli, il condizionale era d'obbligo, ma quella micia avrebbe potuto salvare loro la vita. Partimmo speranzosi con una cesta ed i piccoli e andammo da loro. La micia, giovane e bella, li accolse al suo seno senza esitazioni e per più di un mese li ha tenuti con sè accudendoli proprio come figli suoi. Oggi sono pronti per l'adozione ed hanno già 5 belle famiglie in attesa. La micia in foto è la più grande di tutte, la più vispa, quella che in quel sacchetto urlava di più ed aveva già gli occhietti aperti. Tanti saluti. Valeria Del Carlo
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