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12 maggio 2004 - Gentile signora, tutti i cani sono potenzialmente pericolosi, così come lo sono le automobili, i motocicli, gli utensili domestici, i gatti, le zanzare (possono trasmettere la malaria) etc. Questa potenzialità rimane normalmente sopita se il cane cresce in un ambiente sano, tranquillo e non violento, così come se viene educato senza sgridate, punizioni e con la voglia di imparare a fare le cose, perché gli vengono insegnate in modo divertente. Purtroppo è vero che la cronaca è piena di tanti fatti e di tanti incidenti spiacevoli in cui, a volte, sono protagonisti anche i cani, ma questi sono tra gli ultimi come frequenza e gravità. È raro leggere sui giornali di uccisioni di umani per mezzo dei cani, (mentre al contrario ne avvengono con frequenza quotidiana, ma questo non fa cronaca), in Italia mi capita di accorgermene una volta ogni due anni, ma pensando alla considerevole quantità di cani presenti nelle famiglie, direi che il rischio è molto basso. Il cane è un animale molto idealizzato in questo contesto sociale e da questo animale ci si aspetta cieca fedeltà. Questo è un luogo comune da sfatare. Le immagini che quotidianamente ci arrivano di questo animale, spaziano tra Rex, il fedele e strepitoso cane dotato di mente investigativa, dalla parte dei buoni, capace di combattere il crimine ed aiutare la brava gente in difficoltà, Ettore il mastino francese cordiale in tutte le situazione etc. e tutti fatti di cronaca in cui sembra che i cani siano divenuti mostri spinti da un feroce istinto contro il genere umano. Non è così, il cane non è né l’uno, né l’altro, è un animale che ben adatta il suo stile di vita al nostro, si rende utile se viene compreso e valutato, pericoloso se si oltrepassa il limite della sua dignità. Il cane, come ampiamente descritto nei miei precedenti articoli, è un animale sociale e quindi coopera con qualcuno. La cooperazione è finalizzata alla sopravvivenza ed al miglioramento della qualità di vita, la vita va difesa così come va difesa la sua qualità, ne consegue che, per un animale “sociale”, il suo branco è una risorsa. (Gli animali “non sociali” preferiscono vivere in solitudine e raramente tollerano nelle loro vicinanze la presenza di conspecifici, che sono considerati nemici.) Il buon funzionamento del branco garantisce al cane una vita serena: questa condizione diminuisce le possibilità che in un individuo si manifesti il riflesso di difesa. Il riflesso di difesa si innesca nel momento in cui il cane sta rischiando di perdere qualcosa (vita, integrità fisica, risorse), se il branco garantisce la soddisfazione dei suoi bisogni primari tra cui la sicurezza, potrebbe delegare ai suoi componenti più responsabili anche la difesa di stesso. Il riflesso di difesa può essere di tipo “attivo” (aggressione), o ”passivo” (pacificazione); normalmente i cani che vivono in un branco misto ben guidato dagli umani, manifestano all’interno del loro gruppo solo quello ”passivo”. Se il posto del capo è vacante, il cane tenterà di occuparlo e di imporre al “branco” le sue regole, se le persone si rifiutano di eseguire un ordine da lui impartito, le sgriderà come sanno fare i cani: usando la bocca (ecco spiegate le notizie dei giornali). Io penso che chiunque sappia che un cane può mordere, che, se lo farà, probabilmente lo farà per difendersi e che se si accorge che il sistema può funzionare, potrebbe utilizzarlo anche per ottenere ciò che desidera; spetta a noi fargli comprendere che l’uso dell’aggressività è perdente. L’uso dell’aggressività richiede un grande dispendio di energie ed il suo utilizzo aumenta le probabilità di rimanere ferito. In natura si ricorre a questo strumento quando ci si deve nutrire od accoppiare. I nostri cani hanno tutto quello di cui hanno bisogno senza fare il minimo sforzo, perché consumare energie? Alla luce di quanto premesso appare chiaro che se un cucciolo crescerà ben socializzato, senza paure e ben guidato non potrà diventare pericoloso. La sua domanda è formulata in modo corretto: “È potenzialmente un cane pericoloso?”, ma cosa vuol dire “potenzialmente” e cosa significa “pericoloso”? - Potenzialmente: avverbio per definire una situazione in grado di esprimere una capacità che non è detto sarà espressa. - Pericoloso: che può danneggiare; potenzialmente dannoso. Quindi il termine pericoloso esprime già una potenzialità; affermare che un particolare tipo di razza di cane è “potenzialmente pericoloso” significa “accertare” che gli altri sono sicuri; questo è l’errore! È sbagliato affermare che alcuni cani sono “potenzialmente pericolosi”! Accettando questa espressione, invece, bisogna domandarsi quale livello di danneggiamento deve raggiungere un individuo, affinché una situazione si possa definire “pericolosa”. Quanti giorni di prognosi devono essere dati, per essere danneggiati da un situazione pericolosa? Come è possibile definire sicuro un cane? Che i cani possano mordere è una delle cose più certe e che tutti sanno. La pericolosità è data da due fattori che si intersecano tra loro: la potenzialità di danneggiamento (il cane di grossa mole può provocare ferite mortali con più facilità di un piccolo cane da compagnia) e la frequenza dell’evento (i cani di piccola taglia, essendo più fragili, sono più facilmente irritabili ma, in genere, provocano danni di lieve entità). Non credo che chi sta leggendo quanto sopra stia scoprendo qualcosa di nuovo, quindi basta solo un po’ di buon senso per comprendere che se c’è qualcuno di “pericoloso” questo non è il cane. Gentile signora Gabry, voi avete avuto già due cani che non hanno dato problemi, perché questo dovrebbe darvene? Se questo dovesse accadere, oggi ci sono a disposizione esperti che possono aiutarvi nel crescere un cucciolo nel migliore dei modi sia clinicamente che psicologicamente. Non abbiate timore di rivolgervi a qualcuno se vi sembra che il cucciolo non sia sereno e felice, perché questi due elementi sono indispensabili per evitare che il vivace “cucciolo con carattere” di oggi si trasformi nel “pericoloso cane” di domani. Ma se ciò, come è molto probabile che sia, non accadrà, si goda il suo cucciolo senza paure e non dimentichi che i cani accompagnano l’uomo da quindicimila anni… Grazie per averci scritto.
Riccardo Totino è consulente comportamentale e rieducatore cinofilo. A.P.N.E.C. Italia (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili)
Nota dell’autore Gentili lettori, trovare dei sinonimi alla parola cane è molto difficile, il vocabolo cagna pur essendo italiano corretto non lo utilizzo con piacere in quanto è comunemente utilizzato in modo dispregiativo. Nelle lettere che ricevo sono frequentemente omessi i nomi propri che, invece, sono molto importanti per rendere scorrevole la lettura… è un invito.
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