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| Psicologia canina: l'esperto risponde |
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"NON RIESCO A FAR ADATTARE IL MIO CANE ALLA SUA NUOVA CASA. UN CONSIGLIO? 9 giu 10
Salve,
ci chiamiamo Massimiliano e Yasmina e da circa due mesi abbiamo adottato con noi una cucciolona pastore belga di circa 10 mesi di vita.
La cagnolina è stata trovata per la strada in mezzo alla campagna da mia moglie mentre andava al lavoro, non aveva microchip e segnalava subito problemi di stress dovuti all'abbandono e forse anche maltrattamento.
Una volta eseguita la prassi della USL locale l'abbiamo portata a casa con noi, diciamo che non sono un esperto cinofilo ma da sempre ho avuto cani.
Viviamo in un appartamento al piano terra con giardino. Le prime due notti l'abbiamo lasciata fuori e non ci ha fatto chiudere occhio, perchè continuava a piangere, grattare le porte e prendere tutto quello che gli capitava a portata di bocca, cosi' su consiglio di un addestratore l'abbiamo fatta dormire dentro casa e li si è calmata.
Poi abbiamo iniziato il corso di addestramento con metodo gentile (solo 3 lezioni causa maltempo!)
Adesso abbiamo un grande problema perchè quando usciamo per andare a lavoro lei piange e distrugge tutto ! Abbiamo provato a lasciarla in giardino : salta di fuori con il rischio di andare sotto una macchina...non sappiamo piu' cosa fare!!!
L'addestratore ci ha detto di costruire un box e chiuderla dentro...ma io non sono convinto che quella sia la soluzione esatta...lei puo' consigliarci? Saprebbe risolvere il nostro caso? Conosce qualcuno nella nostra zona che potrebbe aiutarci ? Siamo nelle Marche.
Nel frattempo di una sua sicura e pronta risposta le porgo distinti saluti.
Massimiliano, Yasmina e Dorotea.
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Ciao Massimiliano,
è utile una premessa prima di entrare nello specifico e affrontare il disagio che manifesta la piccola Dorotea.
Quando si adotta un cane che ha superato i 6 mesi d’età l’adattamento in un ambiente nuovo può essere lento e a volte un po’ difficoltoso. L’età ideale per adottare un cane è intorno ai 60 giorni, quando il cucciolo è pronto per separarsi dalla figura materna e dal resto della cucciolata e per inserirsi in un nuovo contesto.
Non sempre ciò è possibile, in tutti gli altri casi ci vuole solo un po’ di pazienza, dando al cane il tempo che gli è necessario per abituarsi ai nuovi ritmi e per legarsi a nuove figure di riferimento.
Chi ha adottato un cane in un rifugio oppure l’ha salvato dalla strada conosce bene la soddisfazione immensa che si prova quando si vede l’animale rilassarsi giorno dopo giorno, sempre più sereno e sicuro nell’ambiente che lo ospita fino al punto in cui il neo proprietario ha la sensazione di aver avuto il nuovo amico sempre accanto.
Detto questo, è molto frequente che accada ciò che lei ci racconta. Probabilmente disorientata dalla vita di strada la cagnetta ha trovato sicurezza e conforto accanto a voi, per cui l’idea di essere lasciata sola provoca a Dorotea confusione e disorientamento. Quando un cane distrugge oggetti oppure vocalizza in modo esagerato manifesta un disagio. Un animale sociale si sente al sicuro accanto al suo branco e non sempre riesce a separarsene facilmente.
Le cause possono essere svariate, è possibile che abbia avuto un trauma nel momento in cui è stata lasciata sola dal vecchio proprietario (a volte basta un violento temporale) e che abbia associato lo spavento alla situazione contestuale (cioè rimanere sola).
Un problema di ansia da separazione può verificarsi anche nei cani cresciuti in casa da persone troppo morbose che non sono state in grado di distaccarsi al momento giusto, continuando a trattare il cane ormai adulto, come un cucciolo che ha bisogno di costante rassicurazione.
Oppure potrebbe trattarsi di un disagio temporaneo poiché l’ambiente in cui la lasciate è per lei ancora “sconosciuto”. In questo caso la piccola ha bisogno di tempo per riconoscerlo come famigliare e pertanto sicuro. Per fare una diagnosi più precisa bisognerebbe conoscere molti dettagli che dalla vostra lettera non è possibile evincere.
In tutti i casi vi consiglio di:
Entrare ed uscire di casa in modo “naturale”, senza coccolare il cane o farle vivere il distacco come un evento importante
Non incoraggiare la sua invadenza o richiesta di attenzioni qualora ciò accadesse (di solito questi cani sono un po’ “appiccicosi” e seguono il proprietario in casa alla ricerca di attenzioni). L’obiettivo è renderla autonoma.
Lasciarla sola per periodi gradualmente più lunghi e offrirle, nel momento del distacco, oggetti permessi da mordicchiare (giochi, ossi di pelle etc.).
Non sgridarla al rientro qualora trovaste oggetti distrutti, non capirebbe e la situazione potrebbe peggiorare.
L’idea del recinto è da valutare. Alcuni animali si sentono più sicuri in ambienti circoscritti per cui chiuderla in una zona delimitata potrebbe essere una possibile soluzione, ma da prendere in considerazione dopo aver fatto altri tentativi.
Sul sito www.apnec.org può trovare l’elenco degli educatori riconosciuti dall’ Associazione presenti nelle Marche. Potrà senza dubbio trovare un esperto disponibile ad aiutarla nella risoluzione del problema.
Auguri!
Sara Di Nepi
Educatore cinofilo accreditato A.P.N.E.C.
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