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  28 luglio - Roma
Abolizione corrida in Catalogna, per Enpa "decisione storica"
 
 

"Da anni il Parlamento catalano è all'avanguardia nella tutela degli animali e per l'abolizione della corrida". Lo ha detto il presidente nazionale dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali), Carla Rocchi, commentando la storica votazione dell'assemblea legislativa di Barcellona.
"Considero il risultato raggiunto - ha proseguito Rocchi - un importantissimo passo, che l'intero Paese spagnolo vorrà seguire".
Il più crudele spettacolo pubblico con animali, presente in Spagna fin dal XIV secolo (ma le prime gare con i tori risalgono all'800) - quando era praticato sopratutto dal ceto aristocratico - negli ultimi anni ha vissuto un drastico e repentino calo di popolarità, fotografato anche da un sondaggio del 2006. Secondo questa indagine, a mostrare disinteresse nei confronti della tauromachia sono non soltanto un'ampia fascia di giovani (l'81% dei minori di 24 anni e dei trentenni) ma anche una quota significativa degli ultrasessantenni (il 41%). Una decadenza di consensi confermata anche dal calo degli spettacoli: nel 2009 le circa 400 arene spagnole hanno ospitato 891 manifestazioni; 354 in meno rispetto al 2008. La perdita di appeal della corrida - sottolinea l'Enpa - è dovuta soprattutto alle proteste degli animalisti di tutto il mondo, da sempre mobilitati contro uno spettacolo truculento che si alimenta della sofferenza dei tori, torturati fino a una morte lenta e dolorosa, e dei cavalli che spesso non sopravvivono all'arena. Una mattanza barbara e crudele. E infatti non è un caso che la votazione del Parlamento catalano sia avvenuta su una iniziativa legislativa popolare sostenuta da 180 mila firme, favorevoli proprio alla chiusura delle 'Plaza de Toros' nella regione spagnola. (ANSA)

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a cura della biologa
Stefania Busatta