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16 settembre 2008 - Paolo Grugni stavolta fa sul serio. In Aiutami il quarantaseienne scrittore milanese impugna la penna come una doppietta e colpisce in pieno il bersaglio. La metafora venatoria potrà dispiacere all'autore, vegetariano e animalista, ma rende l'impatto del libro. Ricky e i suoi sgarrupati amici si inventano bracconieri per difendere gli animali: appostamenti, agguati e, infine, un'azione dimostrativa. Un rapimento compiuto perché il mondo apra gli occhi e pure le orecchie (e senta «gli animali mentre gridano aiutami »). La preda è un anziano cacciatore, uomo mite e malato, scelto quale simbolo delle crudeltà dell'uomo sugli animali. Il libro è schierato, provocatoriamente manicheo. È il suo limite e il suo valore. Da una parte i «buoni»: la cagnolina Laika, Brigitte Bardot, Adorno, Greta Garbo, San Francesco; dall'altra i «cattivi»: Hemingway, Fausto Coppi, i pescatori, gli stilisti, Pelé, l'Arcicaccia, gli arabi, i giapponesi e chiunque mangi animali o anche solo usi metafore oltraggiose. Dopo il thriller brianzol-beatlesiano Let it be e il giallo surreale mondoserpente, con Aiutami Grugni sceglie una storia semplice, debole, su cui lavora con stile e mestiere, per lanciare un messaggio forte. Dove la scrittura, coinvolgente, stempera appena gli accenti appassionati. Alla vicenda principale si intrecciano una love story e degli inserti poetici, i pensieri-denuncia del protagonista, espressi in rima e rivolti al compositore Ennio Morricone. Sperando che ami gli animali.
Severino Colombo
PAOLO GRUGNI
Aiutami
BARBERA EDITORE PP. 126, e 12
dal Corriere della Sera
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