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È tutta spiegata lì l' anima ambientalista e animalista della nuova destra. È scritta sulle pagine di Charta, il bimestrale della Fondazione Farefuturo, quella vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini. Un numero «pesante», luglio-agosto 2010, interamente dedicato agli animali e interessato a smentire l' idea che l' ambientalismo, la difesa degli animali e la battaglia contro la caccia siano prerogative della sinistra. Offre già tutto il succo l' editoriale affidato ad Adolfo Urso. E cioè che «questo fascicolo di Charta serve a sfatare un luogo comune secondo il quale la protezione e la tutela degli animali siano appannaggio della sinistra, mentre alla destra toccherebbe il ruolo di sponsor dei cacciatori». Urso porta esempi concreti della nuova destra animalista mondiale, «da Cameron a Reinfeldt, da Sarkozy a Schwarzenegger» e spiega come una «nuova e coerente politica dello sviluppo può fondarsi solo su una diversa e centrale politica "verde"». Dentro questo scenario la destra moderna, almeno quella di Farefuturo, rivendica un ruolo di primo piano. E in particolare sugli animali afferma la necessità di cogliere la nuova sfida dei diritti degli animali perseguendo «la tutela e la protezione degli animali - continua Urso - e quindi di una natura che l' uomo ha il dovere di valorizzare proprio per meglio utilizzare». Subito dopo l' editoriale di Urso, che citando un sondaggio spiega che secondo il 45 per cento degli elettori di destra «gli animali sono in grado di provare affetto, gioia e dolore e non è mai giusto fare loro alcun tipo di violenza», la direttrice di Charta Barbara Mennitti firma un lungo articolo dal titolo «Semplicemente una battaglia di civiltà», nel quale sostiene che «ci sono temi che non sono di destra né di sinistra. Come la lotta per i diritti degli animali». Molto critico nei confronti della caccia e in particolare dell' atteggiamento della Lega verso la caccia è l' articolo a firma Susanna Blatter.
Iossa Mariolina - Corriere della Sera
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