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  BIODIVERSITA' ORA ENTRA ANCHE NEI PIANI AZIENDALI GRAZIE A STUDIO UE
20 lug 10

Arriva il Teeb for Business.
 
 

La biodiversità non solo tutela ma anche business. Arriva infatti il Teeb for Business (The economics of ecosystems and biodiversity, studio sull'economia degli ecosistemi e della biodiversità), uno studio finanziato dalla Commissione europea che sottolinea l'importanza di integrare la biodiversità nei piani aziendali dell' imprenditoria privata e nelle principali attività economiche di tutto il mondo.
La relazione mette in luce l'incoraggiante aumento di prodotti e servizi eco-certificati e la crescente attenzione dei consumatori circa la produzione sostenibile. Inoltre, dimostra in che modo la biodiversità possa rivelarsi una opportunità per le imprese. I dati indicano un mercato potenziale dell' ordine di 2.6 trilioni di dollari entro il 2050 (a prezzi costanti 2008). Per la metà circa si tratta di investimenti supplementari nel settore dell'energia diretti a ridurre le emissioni di carbonio. I mercati della biodiversità e dei servizi ecosistemici sono in rapida ascesa come dimostrano i dati della Forest Trends e della Ecosystem Marketplace. Il mercato dei prodotti agricoli certificati nel 2008 era valutato 40 miliardi di dollari e ci si aspetta che entro il 2020 raggiunga 210 miliardi e 900 miliardi entro il 2050. Si stima poi che i pagamenti per i servizi ecosistemici connessi all' acqua e alla gestione dei bacini idrici, che nel 2008 rappresentavano solo 5 miliardi di dollari, supereranno i 30 miliardi entro il 2050.

Sette le raccomandazioni chiave alle imprese che invitano commercialisti e contabili e gli organismi di rendicontazione finanziaria a sviluppare norme comuni per valutare gli impatti della biodiversità e mettere a punto nuovi strumenti per incoraggiare misure di tutela e azioni di sviluppo economico.
Il progetto Teeb for business, che sarà lanciato ufficialmente nel corso della Convenzione sulla diversità biologica che si terrà a Nagoya (Giappone) nell'ottobre prossimo, raccomanda una serie di azioni per aiutare le imprese a minimizzare i rischi per la biodiversità e a cogliere le opportunità commerciali create dai servizi ecosistemici.
Si tratta di un ventaglio di "comandamenti" che vanno dall' individuare gli impatti dell'impresa sulla biodiversità e i servizi ecosistemici e le dipendenze da essi; alla valutazione dei rischi e delle opportunità connessi alle pressioni sull' ambiente e le componenti naturali. Suggerisce di sviluppare sistemi di informazione sulla biodiversità e i servizi ecosistemici, fissando obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e attuali (smart), misurando e valutando le prestazioni e riferendo in merito ai risultati.

Raccomanda di prendere provvedimenti per evitare, minimizzare e attenuare i rischi per la biodiversità e i servizi ecosistemici, come compensazioni in natura in certi casi e di sfruttare le opportunità imprenditoriali offerte dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici, come le economie di costi, nuovi prodotti e nuovi mercati. Sollecita a integrare l'azione sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici nella strategia aziendale mediante più ampie iniziative di responsabilità sociale e a assumere l'impegno, con imprese partner e con i soggetti interessati all'interno dei governi, delle organizzazioni non governative e della società civile, di migliorare la politica e gli orientamenti in materia di biodiversità e servizi ecosistemici.
La relazione mette in luce, inoltre che, nonostante la maggior parte delle imprese continuino a considerare la biodiversitàà in modo piuttosto superficiale, un numero sempre crescente di aziende è consapevole dei suoi potenziali benefici. La sua integrazione nelle politiche aziendali può creare un considerevole valore aggiunto attraverso la garanzia della sostenibilità delle catene di approvvigionamento, lo sviluppo di nuovi prodotti e nuovi mercati, la penetrazione su nuovi mercati e l'attrazione di una nuova clientela. Le politiche destinate a gestire i rischi per la biodiversità e gli ecosistemi possono aiutare a ridurre i costi dei mezzi di produzione grazie al miglioramento dell'efficienza delle risorse, allo sviluppo e alla commercializzazione di tecnologie a basso impatto, alla gestione e ideazione di progetti per ridurre l'impronta ecologica e alla fornitura di servizi professionali per la valutazione, la gestione e l'adattamento del rischio. (ANSA)

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a cura della biologa
Stefania Busatta