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A Wren risultò evidente quasi subito che di liberarsi dell'anello che si ritrovava intorno al collo con una comune azione meccanica non ci sarebbe proprio stato verso. D'altra parte, la situazione non pareva affatto "comune". E chi, di conseguenza, avrebbe potuto fornire consiglio se non l'oggetto fuori del comune che l'aveva causata? "Signor Anello", espose lo scricciolo, "il peso della vostra consistenza è probabilmente meno di nulla per la possente mano del Re per cui foste forgiato, ma è un fardello insopportabile per un'anima di così piccole dimensioni come la mia. Volare mi è difficile, camminare faticoso, cacciare impossibile. In un inverno così duro, nel volgere di pochi giorni la Vostra Signoria si ritroverà nuovamente nel fango da cui l'ho sollevata, e con uno scricciolo congelato nel mezzo, per giunta. Quantomeno fino a primavera."
"Più che la taglia dell'anima qui conta quella del corpo che la ospita, e non sempre le due vanno di pari passo. Ma vedo il senso di ciò che tu dici. Ti suggerirei di provare a serrare la mia forma nella forca di un ramo o di una radice e quindi far leva con le zampe per liberarti.."
"Dubito, Signore, di riuscire a liberarmi in quel modo." replicò lo scricciolo "E se la forca si dovesse rinserrare oltre alla misura necessaria, è facile che al ramo o alla radice ci resterei, appunto, impiccato."
Seguì qualche secondo di silenzio, quindi: “Beh, sono solo un anello, dopotutto. Non è che ci si debba aspettare chissà quale trovata da parte mia. Sarebbe il caso, piuttosto, che tu mi riportassi dal Re mio padrone, lui di certo saprà consigliarti per il meglio..”
Questa volta fu lo scricciolo a prendere tempo prima di rispondere. "E sapresti tu dirmi, Signore, dove lo potrei trovare, io, il tuo Re e padrone?"
"Ma certamente, mio caro. A palazzo, e dove se no?"
Il consiglio in sé aveva una sua validità, per quanto l'anello, naturalmente, non avesse la benché minima idea di dove il palazzo fosse ubicato o di come lo si potesse raggiungere, A tal proposito, tuttavia, si poteva contare sull'aiuto dei molti uccelli che vivevano un po' nel bosco un po' in città. In linea di principio, almeno.
Per prima cosa, avrebbe chiesto in dormitorio.
D'inverno, quando fa freddo freddo freddo, gli scriccioli si riuniscono tutti insieme per passare la notte. Si ritrovano in vecchi nidi o in vecchie tane abbandonate, a volte basta una cavità in un albero o nel terreno. Di solito ognuno sta con la propria famiglia, magari con l'aggiunta di quella del vicino. Ma ci sono posti dove si radunano anche cinquanta e perfino sessanta pennuti, tutti in una volta. Come a dire: più siamo, più caldo ci teniamo. Quello è un dormitorio.
Come è da aspettarsi, gli scriccioli pensano come vivono: a scatti. Mantenere la loro attenzione su uno stesso argomento per più di pochi secondi non è cosa facile. Tuttavia, il nuovo ornamento da collo di Wren riuscì a restare al centro della conversazione per il tempo necessario a raccogliere qualche informazione. Uno scricciolo conosceva dei merli che conoscevano delle cince che erano molto amiche di alcune gazze che frequentavano il palazzo, per lavoro dicevano. Raccontavano che l'ala sud della corte si apriva su una vasta area di giardini, dove anche di questa stagione il Re si avventurava di frequente, spesso in compagnia della giovane figlia. Raggiungere quei giardini sarebbe stato un buon primo passo, e anche una piccola impresa, viste le difficoltà di movimento dello scricciolo. Praticamente in risposta alla questione, l'anello intervenne: "Se posso.." esordì. All'istante, tutti i presenti nel dormitorio zittirono e si voltarono a fissare Wren, o meglio, a fissare il collare di cui anche loro, evidentemente, avevano sentito la voce. "..nelle terre del nord si racconta che uno scricciolo, tanti e tanti anni fa, riuscì a conquistare la corona di re degli uccelli sconfiggendo nientepopodimeno che l'aquila in un torneo di altitudine.." La platea taceva ancora, attenta. "Si issò, si dice, sul dorso dell'aquila, passando del tutto inosservato in virtù del suo esiguo peso, e quando l'aquila raggiunse la sua quota più alta lui poté partire da quella posizione, aggiudicandosi in tal modo la contesa."
La platea continuava intempestivamente a tacere... “Intendo dire che il mio portatore potrebbe domandare un passaggio ad un altro volatile di dimensioni maggiori..” Dalla platea si sollevò quello che tra gli uomini si sarebbe definito un mormorio di approvazione. “Io conosco un'aquila, io conosco un'aquila!” esclamò sonoramente uno dei giovani. “Io conosco un'aquila, io conosco un'aquila!” proseguì.
“Non il più brillante della nidiata, direi.” osservò sommessamente l'anello.
“La vie della necessità sono spesso misteriose, mio Signore.” rispose lo scricciolo della storia.
continua...
Illustrazione: Eugenio Bausola
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