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Solo circa 3.200 individui ancora allo stato selvatico e sei sub-specie su nove esistenti (Sumatra, Bengala, Amur, indocinese, Cina meridionale e malese): questà l'emergenza tigri nel mondo. E a Bali, in Indonesia, si sono riuniti i responsabili dell'Ambiente di 13 Paesi per mettere a punto un piano per il futuro di questo felino in pericolo.
L'obiettivo è raddoppiare la popolazione di tigri entro il 2022, prossimo anno della tigre (quest'anno l'anno della tigre sul calendario cinese è iniziato il 14 febbraio). Obiettivo al quale anche l' Italia è chiamata a dare un contributo.
Per il Wwf è "decisivo" l'incontro di questi giorni, anche se "c'é ancora tanto lavoro da fare", in vista del prossimo incontro intergovernativo di San Pietroburgo in Russia, previsto dal 15 al 18 settembre.
"Questi 13 paesi hanno lavorato insieme per definire il piano internazionale ed i piani territoriali per raddoppiare il numero di tigri allo stato selvatico entro il 2022, prossimo anno della tigre - spiega Massimiliano Rocco, responsabile specie Wwf Italia - obiettivo cruciale per salvare questo animale dall'estinzione".
Per il Wwf lo sviluppo dei diversi piani nazionali, secondo quanto presentato in settimana, avrà un costo stimato in almeno 356 milioni di dollari, e "ora che i paesi hanno dimostrato la loro disponibilità ad agire - aggiunge Rocco - il successo finale del summit di San Pietroburgo dipenderà dal sostegno finanziario dell'intera comunità internazionale e dei paesi stessi che ancora ospitano la tigre". Per Rocco, "tutti i Paesi" dovranno contribuire, Italia compresa, "tra i maggiori consumatori delle risorse forestali di quei Paesi".
Infine, ricorda il Wwf, l'individuazione e la tutela degli habitat chiave delle tigri come le zone di riproduzione, il pattugliamento sistematico delle aree dove vivono e la protezione delle prede di "questi animali fondamentali per gli ecosistemi in buona salute" sono tra gli elementi chiave del documento concordato a Bali, dichiarazione di impegno "senza precedenti".
(ANSA)
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