|
Alla mezzanotte del 10 luglio di 25 anni fa due esplosioni squarciarono la chiglia della Rainbow Warrior, nave simbolo dell'impegno ambientalista. La nave si trovava in quel momento ormeggiata nel porto neozelandese di Auckland in attesa di partire per il poligono nucleare francese di Mururoa, dopo aver partecipato all'evacuazione di un altro atollo in Polinesia, colpito dalle radiazioni dei test nucleari Usa. Nell'attentato, organizzato da agenti dei servizi segreti francesi, perse la vita il fotografo di Greenpeace, Fernando Pereira. Nel settembre di quell'anno il ministro della Difesa francese Charles Hernu rassegnò le dimissioni, ammettendo implicitamente la propria complicità.
Greenpeace oggi commemora il 25/mo anniversario di questo tragico evento nella posa della chiglia della Rainbow Warrior III, presso il cantiere navale di Maritim a Danzica, Polonia. Il veliero, che sarà pronto nel 2011 in occasione del 40/mo anniversario di Greenpeace, sarà caratterizzato dalle più recenti tecnologie verdi, che lo rendono ideale per la campagna Clima di Greenpeace contro il riscaldamento globale. E' la prima volta che Greenpeace commissiona la costruzione di una nave d'altura invece di rimetterne in sesto una vecchia. Sia la prima che la seconda Rainbow Warrior erano imbarcazioni per la pesca a strascico in seguito riconvertite. La prima Warrior era stata infatti acquistata con l'aiuto del WWF, la seconda con il risarcimento del governo francese dopo l'attentato. "La Rainbow Warrior II è stata una nave eccezionale, che ha ottenuto risultati da record per la difesa del clima, ma anche i più grandi guerrieri meritano un giusto riposo", ha detto Gerd Leipold Direttore delle Campagne di Greenpeace International, firmando il contratto l'anno scorso per il nuovo 'guerriero'. Greenpeace sostiene che anche in questi tempi di difficoltà finanziarie, la tutela dell'ambiente deve rimanere la maggiore priorità della comunità internazionale. "Quando la Rainbow Warrior originale è stata affondata - aggiunge Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International - la minaccia di una guerra nucleare rappresentava il nostro incubo peggiore, e la preoccupazione per i cambiamenti climatici era all'inizio.
Ora sappiamo che ci sono centinaia di migliaia di persone che stanno morendo per il riscaldamento globale. La nuova Rainbow Warrior svolgerà un ruolo fondamentale nella campagna per evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici".
"Da quando nel 1978 ha iniziato a solcare i mari - continua Naidoo - la Rainbow Warrior è stata in prima linea nella lotta contro gli abusi ambientali. Rappresenta un'icona delle azioni dirette nonviolente e una fonte di speranza per milioni di persone in tutto il mondo".
Nell'ambito della cerimonia di posa della chiglia, Pete Willcox, che era il capitano della Rainbow Warrior la notte in cui è stata affondata, ha deposto una corona in memoria di Fernando Pereira: "Uno dei principi cardine di Greenpeace, una delle cose che ci rende così forti e speciali, è che siamo nonviolenti. Fernando non doveva morire, non era una minaccia per nessuno. Non potremo mai dimenticarlo. Spero che le nuove generazioni di attivisti che navigheranno sulla nuova nave siano eccezionalmente determinati e ispirati come Fernando".
La Rainbow Warrior III sarà una delle pochissime navi a vela provvista di un ponte portaelicotteri e con un'autonomia di oltre 8.000 chilometri di navigazione. A bordo un satellite incorporato fornirà un collegamento a banda larga, consentendo al mondo intero l'opportunità accedere alle immagini e stare in contatto con l'equipaggio. Ciò significa che milioni di persone potranno unirsi a Greenpeace come virtuali Guerrieri dell'Arcobaleno.
(ANSA)
|