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L'incendiario ha 49 anni, abita a due chilometri dal rogo, è legato all'ambiente rurale e pastorale, e, soprattutto nelle zone del Sud, viene in contatto con ambienti di marcata illegalità. Il presunto movente è di tipo economico (nella metà dei casi), ma agisce anche per vendetta o per disagio. E' il "criminal profile" di chi appicca roghi con dolo tracciato dal Corpo Forestale dello Stato, la cui attività di "intelligence" ha portato all'arresto negli ultimi tre anni di 34 persone e alla denuncia di altre 1.300.
"Il 65% degli incendi è di natura dolosa, mentre quelli dovuti a colpa sono il 20%, e i dubbi il 15%", spiega il responsabile del Niab, la struttura investigativa antincendi della forestale, Angelo Marciano, "la maggior parte di quelli dolosi è legato alla pastorizia o al bracconaggio: si dà fuoco ai campi o al sottobosco, poi le fiamme si propagano, è per questo più giusto parlare di dolo eventuale, ed è su questi che occorre agire facendo prevenzione". Mentre "i veri piromani, quelli che soffrono di mitomania, sono solo il 3%".
(ANSA)
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