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Questioni legali
  "I CANI NON SI TRASFERISCONO DA CANILI COME FOSSERO SPAZZATURA"
21 dic 09 di D. Poretti

Intervento della senatrice a seguito della sua interrogazione al Ministro della Salute.
 
 

21 dicembre 2009 - Risposte chiare e inequivocabili, che confermano quello che, insieme a senatori di altri gruppi politici, sosteniamo da sempre: il trasferimento in Calabria di 420 cani della Basilicata voluto dalla Comunità Montana Alto Agri, è un atto illegittimo e una scelta incompatibile con la vita degli animali. E' questo il primo commento alle risposte fornite dalla sottosegretaria Francesca Martini, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali alle due interrogazioni presentate nei mesi scorsi e sottoscritte da Parlamentari del Partito Democratico e del Popolo della Libertà. Nelle risposte agli atti ispettivi, il Ministero afferma di condividere pienamente i timori circa la tendenza di alcune Amministrazioni di trasferire cani ospitati presso canili in altre località poste fuori dal territorio della propria regione, nell'intento di demandare così ad altri la responsabilità degli animali. Infatti, sradicare un cane dal suo territorio, non per l'adozione, e dunque per una collocazione in un contesto familiare, ma solo per trasferirlo in un'altra struttura (e non certo, sottoliniamo noi, per salvargli la vita), sottoponendolo anche allo stress del viaggio, non risponde a quanto previsto dalla normativa vigente in materia nè ai più elementari principi di rispetto per il benessere degli animali: in contrasto evidente con la Legge 14 agosto 1991, n. 281 (legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo): questo testualmente afferma il Governo. Inoltre nella risposta alla seconda interrogazione che abbiamo presentato, il Ministero ricorda la serie di iniziative rivolte a evitare il trasferimento degli animali, con ripetute, puntuali note inviate al Presidente della Regione, all'Assessore alla Salute, al Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria di Potenza. In tali occasioni veniva evidenziato come la Regione Calabria abbia tuttora problemi irrisolti in materia di randagismo canino e gestione dei canili; in particolare, si ribadiva che i Sindaci dei territori di provenienza dei cani rimangono sempre responsabili degli animali e che il trasferimento ad altra sede comporterebbe notevoli difficoltà anche per le verifiche ed i controlli periodici da svolgere da parte delle Asl del luogo di provenienza. Nella nota del 22 luglio 2009, il Ministero ribadiva la contrarietà alla pratica del trasferimento dei cani in altre località, sottolineando il rischio dello stress psico-fisico, e dunque quel patimento che la letteratura giuridica della Corte di Cassazione indica da tempo come estremo di maltrattamento, così riconosciuto e sanzionato dall'art. 544 ter del Codice penale. La vicenda dei cani della Basilicata, è divenuta emblematica a livello nazionale come piena violazione della normativa per la tutela degli animali da affezione e la Regione, le Autorità Sanitarie competenti, la Comunità Montana Alto Agri, oggi organismo ormai appartenente al passato, devono prendere atto della illegittimità del trasferimento stesso, assumendosi le proprie responsabilità e facendo i passi necessari per rispettare la legge e il benessere degli animali.

Sen. Donatella Poretti - Parlamentare Radicali - Partito Democratico

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a cura della biologa
Stefania Busatta