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Psicologia canina: l'esperto risponde
  E’ GIUSTO FAR FARE ALMENO UNA CUCCIOLATA AL CANE?
12 ago 04 – R. Totino

Premessa: ho letto quanto da Voi scritto sulla sterilizzazione ma....oltre a tutti i lati positivi da Voi evidenziati dal punto di vista fisico dell'animale e del rischio di sovrappopolamento della specie canina.
Mi hanno anche detto che i cani non hanno l'istinto materno che può avere una donna e che non soffrirà il rimpianto per non aver avuto una cucciolata qualora non ne facesse... ma .....mi domando se di fatto avere una cucciolata, nonostante il notevole stress, non sia in realtà per l'animale comunque una bella ed indimenticabile esperienza.
Grazie per l'attenzione.
Annalisa
 
 

12 agosto 2004 - Cara Annalisa,
lei tocca una delle questioni per me più delicate e che mi stanno più a cuore: come un cane vive le emozioni che la vita gli riserva.
Per iniziare vorrei chiarire che nessuno è in grado di dimostrare che tipo di relazione ci possa essere tra l’istinto materno “canino” e quello “umano”; al massimo si possono avanzare “ipotesi” o “teorie” sostenute da qualche ricerca o da qualche osservazione. Partendo dal presupposto che il mondo reale è in realtà diverso per ognuno di noi (basti osservare che la percezione di un fenomeno è differente tra uomo e donna), dobbiamo accettare il fatto che l’ambiente e gli eventi che vi si manifestano vengono percepiti in modo differente dalle varie specie animali; esempio: se per noi il senso primario è la vista per il cane è l’olfatto. Questo significa che la percezione dell’ambiente (e la conseguente acquisizione dell’informazione in memoria) potrebbe non avvenire con lo stesso processo che regola il nostro apprendimento, quindi si potrebbe ipotizzare un diverso funzionamento del cervello, non soltanto in funzione della capacità di elaborare dati, ma anche nel modo di acquisire e di riproporre conoscenza. Spaziando ancora di più con la fantasia, si potrebbe ipotizzare che anche l’espressione delle emozioni sia differente da quella a noi nota.
Tenendo presente che tra i “Bisogni Primari” degli animali è compresa la “riproduzione” e che lo scopo di ogni individuo è quello di lasciare il 50% dei propri geni su questo pianeta prima di morire, va da sé che riuscire nell’intento della riproduzione è tanto importante nei maschi, quanto nella femmina. In natura, però, non tutti gli individui riescono ad accoppiarsi e questo permette alla “selezione” di svolgere naturalmente il suo lavoro.
Ognuno degli argomenti trattati finora, per essere descritto al meglio, richiederebbe almeno un capitolo in un testo scientifico; mi sono limitato a dare dei piccoli accenni degli argomenti per poter riflettere sulla complessità e diversità delle menti.
Accettato il fatto che la riproduzione è importante per l’individuo, mentre è fondamentale per la specie, la sterilizzazione degli animali elimina uno dei “Bisogni Primari” in un individuo.
Il Sistema Biologico del nostro pianeta, in questa era, prevede una regolamentazione delle popolazioni in funzione della loro capacità adattativa all’ambiente, dello sfruttamento delle risorse ecc. Molti animali sono riusciti in questo intento unendo le forze, altri riescono senza dover ricorrere alla collaborazione di conspecifici. L’umana è la specie che è meglio riuscita ad affermarsi ed, in questo periodo, condiziona fortemente il Sistema su tutto il globo, trascinando con sé molti animali di specie differente. I cani sono le nostre vittime privilegiate. Decidiamo tutto per loro, dal farli vivere al farli morire; condizioniamo il loro aspetto per fini commerciali, estetici od utilitaristici; lo stesso facciamo con il loro carattere, il loro stress, la salute, la riproduzione, le corse nei campi, la caccia, la difesa ecc., ma non ci poniamo più il problema se il nostro cane, dopo una lotta con un suo consimile, è felice di avere un nuovo gregario o se è felice di avere vicino un “amico” forte ed autorevole: le zuffe tra cani sono sbagliate e basta! È veramente giusto così?
Così, per lo stesso motivo, mi domando se è giusto che un cane sia amato, coccolato e vezzeggiato, che si pensi a lui come ad un figlio (che però non si può ribellare) e che si protegga al punto di impedirgli di vivere la sua vita di cane.
Cara Annalisa, non ho una risposta alla sua domanda, anzi credo che la sua sia uno spunto per porne almeno altre cento. Io immagino il cane come un animale libero; libero di vivere e di morire; libero di cercare una femmina e se ne ha le capacità trovarla ed accoppiarsi; libero di misurarsi per conoscere il suo valore; libero di cacciare per nutrirsi… ma il cane vive con l’uomo e l’uomo altera lo stato delle cose, altera anche quello che la Biologia di questo pianeta ha regolato per anni e, quindi, altera anche la popolazione canina. Non ho conoscenze tali da sapere quanto sia bella l’esperienza della maternità per un cane, al massimo potrei raccontare le emozioni di una paternità umana.
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Grazie per averci scritto.

Riccardo Totino è consulente comportamentale e rieducatore cinofilo. A.P.N.E.C. Italia (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili)

Nota dell’autore
Gentili lettori,
trovare dei sinonimi alla parola cane è molto difficile, il vocabolo cagna pur essendo italiano corretto non lo utilizzo con piacere in quanto è comunemente utilizzato in modo dispregiativo. Nelle lettere che ricevo sono frequentemente omessi i nomi propri che, invece, sono molto importanti per rendere scorrevole la lettura… è un invito.

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a cura della biologa
Stefania Busatta