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11 agosto 2004 - Cara Tiziana, dalla lettera emergono dubbi e perplessità normali se sei alle prese per la prima volta con un cane, per di più uno schnauzer gigante. Credo, però, che tu abbia già dato un contributo positivo alla sua educazione considerando che si tratta di un animale socievole e tranquillo con i cani e con le persone, credimi non è poco! Né è scontato! Lavorando accanto a proprietari disperati, mi rendo conto che molti problemi comportamentali hanno il loro seme nella paura, nella diffidenza e nella mancanza di fiducia che i nostri amici possono avere nei confronti degli esseri umani o dei conspecifici. Generalmente i cani indisciplinati causano problemi meno seri e più facili da risolvere rispetto ad altri, basta armarsi di pazienza e determinazione. Vorrei fare alcune precisazioni intorno al termine “dominante”. Mi sembra che nell’ultimo periodo si abusi di questo termine senza averne chiaro il significato: si parla di cani dominanti e sottomessi con un po’ di superficialità. Se il cane morde è dominante, se cammina con la testa e la coda alta idem, se fa pipì ovunque lo stesso…le cose non stanno esattamente così, ma sono più complesse, non sempre schematizzabili. Non si può definire un individuo dominante in assoluto: un animale è dominante rispetto ad un altro animale, quindi A può essere dominante rispetto a B e subordinato rispetto a C: essere dominanti è un concetto relativo. Un cane può essere dominante con i membri del suo branco e comportarsi in modo subordinato all’esterno o viceversa. Inoltre, dominante non significa disobbediente né aggressivo, quanto piuttosto equilibrato, sicuro di sé, ma non è sinonimo di cane ribelle. Non c’è dubbio che un animale sicuro di sé si possa mostrare indipendente, riuscendo a gestire le situazioni in modo autonomo, ma io la considererei una buona caratteristica. Personalmente amo i cani impavidi e coraggiosi, penso che possano essere difficili da controllare, ma anche quelli che possono regalare più soddisfazioni. In genere sono animali curiosi e interessati a ciò che è loro intorno, non sono a disagio in situazioni nuove o insolite e imparano volentieri se ci si rende ai loro occhi piacevoli e stimolanti. Sono anche divertenti, sempre pronti a trovare una soluzione alternativa per risolvere lo stesso problema, ed è per questo che i padroni impazziscono non riuscendo ad inquadrarli in schemi fissi. Il fatto che ascolti le vostre indicazioni solo in assenza di distrazioni può dipendere, comunque, da vari fattori. E’ importante sapere che molti cani, con l’inizio dell’adolescenza e di alcuni stravolgimenti ormonali, tendono a perdere interesse nei confronti dei proprietari per mostrarsi sempre più attratti dagli odori, dagli altri cani e da tutto ciò che li circonda. Uno dei compiti dell’educatore cinofilo è preparare i padroni dei cuccioli ad un’evoluzione normale e sana. Cerca di lavorare sul richiamo in situazioni tranquille, senza pretendere che il tuo schnauzer obbedisca per principio, ma cercando di dargli una motivazione valida. Non chiamarlo, se non dopo che ha giocato ed è soddisfatto e poniti un obiettivo preciso: fai in modo che arrivi verso di te contento per ciò che hai da proporgli, sia un gioco o una carezza, sta a te capire cosa potrebbe piacergli di più. Per quanto riguarda il Cal2 (certificato di attitudine al lavoro), posso dirti che per ottenerne il rilascio, l’animale deve superare in modo soddisfacente alcune prove, tra cui l’attacco ad un figurante a difesa del conduttore; se i cani sono felici di fare le gare non lo sapremo mai, ma amano imparare perché convivono da millenni con l’essere umano rendendosi utili e dandosi da fare. E’ vero, lo schnauzer è un cane da lavoro, credo anche che un carattere forte e coraggioso potrebbe essere molto apprezzato in questo tipo di discipline sportive, ma probabilmente esistono altre strade per risolvere o migliorare i problemi che hai tu, soprattutto se tu non sei la prima appassionata. L’alternativa al conseguimento di un brevetto non è lasciare il tuo cane a se stesso libero di fare ciò che vuole, o ridurlo a pupazzo da compagnia, ma insegnargli esercizi e giochi che possano impegnarlo fisicamente e mentalmente, appagando la sua natura di animale attivo e duttile. In un percorso del genere può aiutarti anche un bravo educatore cinofilo, quindi, prima di cimentarti in questo tipo di addestramento, ti consiglio di risolvere i problemi di gestione quotidiana, poi chissà, avrai tempo di decidere, magari sarà in futuro un bel percorso per entrambi. Per quanto riguarda l’abitudine di mordicchiare è plausibile la tua ipotesi. Giocando con i fratellini, infatti, i cuccioli imparano a gestire l’intensità del morso, “lezione” importantissima e indispensabile per una serena convivenza con il resto del gruppo, siano uomini, cani, o entrambi. In realtà, anche un cucciolo separato nel momento giusto dalla mamma e dai fratelli, deve imparare nuovamente a dosare la sua forza nel momento in cui arriva in famiglia: un conto è la cute ricoperta di peli di un altro cucciolo, un conto è la mano di un essere umano o di un bambino. In genere il cane apprende nuovamente qual è il limite che non si può oltrepassare e gradualmente smette di mordere per gioco, ma non sempre fila tutto liscio…né tutti i cani attraversano correttamente la fase dell’inibizione al morso. Se hai già provato vari sistemi e usato diversi accorgimenti, dovresti chiederti perché il tuo cane continua a mordere: forse ogni tanto riesce ad attirare la tua attenzione? O forse sgridandolo (poiché non riesci ad inibirlo) finisci con l’eccitarlo di più? Se l’indifferenza non basta, quando morde, prova a scomparire dalla sua vista, chiudendoti in una stanza e lasciandolo solo per qualche minuto, fagli capire che non sei disposta a stare insieme a lui se non riesce a controllarsi; non ti inquietare, semplicemente “tu mordi = io me ne vado”. Potresti anche incanalare la sua voglia di mordicchiare su oggetti permessi, proponendogli un gioco quando ti accorgi che sta per prendere la tua mano e cercando di dargli un’alternativa alle tue braccia. In ultimo, lascia stare le voci, impegnati nell’educazione del tuo cane con serietà e pazienza, e anche se lo schnauzer gigante non è un cane adatto a tutti (considerando anche la mole), credo che tu possa riuscire nei tuoi obiettivi. Grazie per averci scritto *Sara Di Nepi, collaboratrice di Riccardo Totino
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