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19 luglio 2004 - Gentile Antonia, il problema che lei vive con il suo cane è molto diffuso e, soprattutto, si presenta in modi differenti e per diverse cause. In linea di principio è corretto che un cane (animale sociale e territoriale) si presti a difendere il territorio dall’intrusione di un suo conspecifico esterno al branco: è ciò che fanno quando non convivono con l’uomo. La convivenza con la nostra specie rende inutile tale atteggiamento al punto che, le domeniche d’estate al “Bau Beach” (stabilimento balneare in cui è consentito accedere con il cane), sono piene di questi animali che giocano tra loro senza essersi mai conosciuti prima. Devo dire che la realtà romana è alquanto particolare rispetto al resto del nostro Paese: le aeree per cani sono presenti in quasi tutti i parchi, non sono recintate e sono di dimensioni piuttosto ampie in grado di accogliere un numero considerevole di proprietari e cani; inoltre i controlli sono blandi e la trasgressione alle regole piuttosto sovente. Tutto ciò, da un lato, fa inviperire quei cittadini intolleranti verso gli animali, dall’altro permette ai nostri amici una corretta socializzazione per imparare il concetto di territorio “neutrale”, inesistente nel comportamento riscontrato senza l’influenza umana. Senza una corretta socializzazione il cane si comporta come le guide genetiche lo inducono a fare e forse il suo “compagno” sta facendo solo il suo lavoro. Se così fosse, lei dovrà pian piano, cercare di “convincere” il suo cane che in verità tanto entusiasmo non è necessario perché in “questo mondo” il pericolo non è mai così imminente e che (sempre e solo in questo mondo) il territorio si divide anche in “neutro” e cioè uno spazio in cui anche gli “stranieri” hanno libero accesso. Non è un lavoro facile, ma credo che prima di tutto sia importante capire cosa spinge un cane a comportarsi in un determinato modo e poi agire cercando di fargli capire che esistono comportamenti alternativi, meno dispendiosi di energia che daranno gli stessi risultati se non addirittura migliori. Quando tutto ciò sarà chiaro, forse, non avrà più bisogno neanche di spiegargli specificatamente come comportarsi con gli altri cani, semplicemente perché si fiderà di voi e si sentirà sicuro al vostro fianco. Grazie per averci scritto.
Riccardo Totino è consulente comportamentale e rieducatore cinofilo. A.P.N.E.C. Italia (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili)
Nota dell’autore Gentili lettori, trovare dei sinonimi alla parola cane è molto difficile, il vocabolo cagna pur essendo italiano corretto non lo utilizzo con piacere in quanto è comunemente utilizzato in modo dispregiativo. Nelle lettere che ricevo sono frequentemente omessi i nomi propri che, invece, sono molto importanti per rendere scorrevole la lettura… è un invito.
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